Let's Go! Olympos

Let's Go! Olympos, Turkey Book

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The ultimate Black Hole of Chill, with colourful bungalows and a friendly staff...

Lonely Planet Olympos

Lonely Planet Olympos, Turkey Book

Bayram's Tree Houses;
Close to the beach, run by the friendly Bayram's, whose mantra "Take it Easy", about sums up the place... the camp has a tangible chilled-out feel...


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Zest Travel Agency, Olympos Turkey

Olympos

Storia di Olympos

Olympos é una parola pre-ellenica che significa “montagna”; oltre 20 vette hanno questo nome e spesso è anche il nome del villaggio piu’ vicino. Il piu’ famoso è il monte Olimpo nella Tessaglia, nella Grecia nordorientale, casa degli antichi dei greci. Oggi la montagna di Olympos ha assunto il nome di Tahtali dag (montagna di legno) situata 10 km a nord del villaggio attuale.

La storia delle origini di Olympos è ancora avvolta nel mistero. Sappiamo che è stata un’importante città della Lycia fina dal 2° secolo prima di Cristo anche se la citta’ pare sia stata fondata nel primo Periodo Ellenistico(circa 300 A.C.). Alessandro Il Grande, nei primi periodi della conquista del mondo antico, passo’ l’inverno a Phaselis, una citta’ vicina.

La città ebbe fortune alterne, dapprima con la dominazione romana nel 43 A.C. che sviluppò la allora provincia della Lycia al punto che divenne pure sede vescovale durante la prima cristianizzazione dei romani. Successivamente decadde per le numerose incursioni dei pirati. Si diceva che i pirati facessero degli strani sacrifici e che celebrassero riti segreti in onore di Mithras, il dio persiano dello spirito e la luce come nel rito zoroastriano, molto diffuso in oriente a quei tempi.

La citta’ si risollevo’ poi grazie agli apporti dei Veneziani, Genovesi ed gli abitanti di Rodi, che la ricostruirono come avamposto durante le crociate, per poi decadere definitivamente nel 15° secolo quando Olympos fu abbandonata nel periodo in cui la marina Ottomana stabili’ il suo dominio nel Mediterraneo Orientale.

Leggende e Miti: La Chimera – le Fiamme

La Chimera (Yanartas), una fiamma eterna naturale situata su una montagna a 250 metri di altezza a circa 7 km dal villaggio Olympos, ed era facilmente visibile dai naviganti in mare, in tempi antichi (già nel quarto secolo A.C. alcuni autori ne parlarono). Oggi sono visibili ancora una ventina di fiamme in una zona rocciosa nel mezzo di una foresta. Le rovine di fronte alle fiamme sono di un’antica chiesa Bizantina mentre quasi nulla e’ rimasto del santuario dedicato a Hephaestus. Il gas che genera il fenomeno è in gran parte metano. Il momento migliore per visitarle e’ la notte, quindi non dimenticare una pila!

Leggende e Miti: Bellerofonte e Chimera

La leggenda della Chimera, la “Montagna delle fiamme” è legata al mito di Bellerofonte. Belleferonte è un mitico eroe onorato soprattutto a Corinto e in Licia Le sue vicissitudini cominciano con l'uccisione accidentale di un tiranno di Corinto, chiamato con vari nomi nelle varianti del mito, tra cui quello di Bellero in seguito a questo delitto dovette lasciare la città e andò a Tirinto dal re Preto.

Ma anche da qui dové presto partire: accusato dalla moglie di Preto, che si era offesa per la sua indifferenza verso di lei, di aver tentato di sedurla, fu mandato dal re presso Iobate, re di Licia, latore di alcune tavolette scritte, nelle quali Preto chiedeva di far morire il giovane, indicando la causa della sua condanna. Iobate sottopose perciò Bellerofonte a prove durissime, dalle quali pensava che non sarebbe tornato vivo. Prima gli ordinò di uccidere la Chimera, un essere mostruoso - leone davanti, ma con una testa caprina che sputava fiamme, drago di dietro - che devastava il paese; ma Bellerofonte piombò dall'alto sulla Chimera a cavallo di Pegaso e la uccise con un colpo solo. Allora Iobate lo mandò a combattere i Solimi, popolazione limitrofa feroce e bellicosa, e poi contro le Amazzoni, e infine riunì una truppa dei più forti Lidi e ordinò loro di ucciderlo in un'imboscata. Da tutte queste imprese e insidie Bellerofonte tornò vincitore, per cui Iobate riconobbe la sua origine divina, si convinse della sua innocenza, e lo invitò a restare con lui; inoltre gli dette in moglie la figlia e morendo gli trasmise il regno.

Bellerofonte era così passato dalla misera condizione di esule a quella di principe, ma ciò non gli bastò ed egli decise di ascendere col suo cavallo alato fino all'Olimpo e di accedervi come un immortale. Era un peccato di eccessiva ambizione e Zeus lo punì; mandò un tafano che punse Pegaso, il quale sgroppò, facendo precipitare sulla terra Bellerofonte, che morì. Pegaso rimase a Zeus, che lo usò per il trasporto delle sue folgori, e infine fu trasformato in costellazione.

Olympos oggi

Olympos è oggi parte del Parco Nazionale dei monti Olympos Bey situato nella costa meridionale della Turchia nella provincia di Antalya. Nel versante occidentale della catena del Tarsus vette innevate in inverno sovrastano foreste di cedri e pinete che si estendono fino alle acque turchesi del Mediterraneo.

Olympos é tutelata da una legge che la protegge dallo sviluppo del turismo di massa e tutto cio’ ne fa un paradiso naturale unico nel suo genere. L’ambiente ospita molte piante indigene e una fauna selvaggia abbondante. L’ultimo conquistatore dell’antica citta’ e’ la natura come si puo’ ben notare. Passeggiare tra le rovine é una meravigliosa avventura dove antiche civilta’ si mescolano ai profumi della baia e dei pini. La spettacolare spiaggia non é solo un posto per gli amanti del sole ma durante le magiche notti estive le gigantesche tartarughe marine fanno ritorno nella loro spiaggia natale per deporre le uova prima di ritornare nel magnifico mondo sottomarino.

GODITI LA NATURA, RISPETTALA E PROTEGGILA!