Storia di Olympos

Olympos è una parola pre-ellenica che significa “montagna”; oltre 20 vette hanno questo nome e spesso è anche il nome del villaggio più vicino. Il monte più famoso è l'Olimpo nella Tessaglia, in Grecia nordorientale, casa dei greci antichi. Oggi la montagna di Olympos ha assunto il nome di Tahtali dag (montagna di legno) situata a 10 km nord del villaggio attuale.

La storia delle origini di Olympos è ancora avvolta nel mistero. Sappiamo che è stata un’importante città della Lycia fina dal 2° secolo prima di Cristo anche se la città pare sia stata fondata nel primo Periodo Ellenistico(circa 300 A.C.). Alessandro Il Grande, nei primi periodi della conquista del mondo antico, passò l’inverno a Phaselis, una città molto vicina ad Olympos.

La città ebbe fortune alterne, dapprima con la dominazione romana nel 43 A.C. che sviluppò nella provincia della Lycia al punto che divenne pure sede vescovale durante la prima cristianizzazione dei romani. Successivamente fu distrutta per colpa di numerosi invasioni di pirati. Si diceva che i pirati facessero dei sacrifici molto strani e che celebrassero riti segreti in onore di Mithras, il dio persiano dello spirito e la luce come nel rito zoroastriano, molto diffuso nell'oriente in quei tempi.

La città si riprendò importanza grazie ai porti Veneziani, Genovesi ed agl'abitanti di Rodi, che la ricostruirono come avamposto durante le crociate. Olympos perse il suo ruole definitivamente nel 15° secolo quando fu abbandonata nel periodo Ottomano che stabilì il suo dominio ne Mediterraneo Orientale.

Leggende e Miti: La Chimera – le Fiamme

La Chimera (Yanartas) è una fiamma eterna naturale situata su una montagna a 250 metri di altezza a circa 7 km dal villaggio Olympos, ed era facilmente visibile dai naviganti in mare in tempi antichi (già nel quarto secolo A.C. alcuni autori ne parlarono). Oggi sono visibili ancora una ventina di fiamme in una zona rocciosa nel mezzo di una foresta. Le rovine di fronte alle fiamme sono di un’antica chiesa Bizantina mentre è rimasti quasi nulla dal santuario dedicato a Hephaestus. Il gas che genera il fenomeno è in gran parte metano. Il momento migliore per visitare le fiamme sarebbe di notte.

Leggende e Miti: Bellerofonte e Chimera

La leggenda della Chimera, la “Montagna delle fiamme” è legata al mito di Bellerofonte. Belleferonte è un mitico eroe onorato soprattutto a Corinto e in Licia. Le sue vicissitudini cominciano con l'uccisione accidentale di un tiranno di Corinto, chiamato con vari nomi nelle varianti del mito, tra cui quello di Bellero in seguito a questo delitto dovette lasciare la città e andò a Tirinto dal re Preto.

Ma trovò imbrogli anche quì: accusato dalla moglie di Preto, che si era offesa per la sua indifferenza verso di lei, di aver tentato di sedurla, fu mandato dal re Iobate, re di Licia, di cui esistono scritte spiegando la richiesta di Preto per la morte del giovane, indicando la causa della sua condanna. Iobate sottopose perciò Bellerofonte a prove durissime, dalle quali pensava che non sarebbe tornato vivo. Prima gli ordinò di uccidere la Chimera, un essere mostruoso - leone davanti, ma con una testa di capra che sputava fiamme, drago di dietro - che devastava il paese; ma Bellerofonte piombò dall'alto sulla Chimera a sul suo cavallo Pegaso e l'uccise di un solo colpo. Allora Iobate lo mandò a combattere i Solimi, popolazione limitrofa feroce e bellicosa, e poi contro le Amazzoni, e infine riunì una truppa di Lidi coraggiosi e gli ordinò di ucciderlo in un'imboscata. Da tutte queste imprese e insidie Bellerofonte tornò vincitore, per cui Iobate riconobbe la sua origine divina, si convinse della sua innocenza, e lo invitò a restare con lui; inoltre gli dette in moglie la figlia e morendo gli trasmise il regno.

Bellerofonte cambiò quindi da una vita di miseri a quella di un principe, ma ciò non gli bastò e decise di ascendere col suo cavallo fino all'Olimpo per diventare immortale. Essendo un peccato di eccessiva ambizione Zeus lo punì; mandò un tafano che punse Pegaso, il quale sgroppò, facendo cadere Bellerofonte a terra dove rimase solo. Pegaso rimase a Zeus, che lo usò per il trasporto delle sue folgori.

Olympos oggi

Olympos fa parte del Parco Nazionale dei monti Olympos Bey situato nella costa meridionale della Turchia nella provincia di Antalya. Nel versante occidentale della catena del Tarsus l'inverno ad Olympos permette la crescita di foreste di cedri e pinete che si estendono fino alle acque turchesi del Mediterraneo.

Olympos è tutelata da una legge che la protegge dallo sviluppo del turismo di massa e tutto ciò ne fa un paradiso naturale unico nel suo genere. L’ambiente ospita molte piante indigene e una fauna selvaggia abbondante. L’ultimo conquistatore della città antica è la natura come si può ben notare. Passeggiare tra le rovine è un'avventura meravigliosa tramite le antiche civiltà che si mescolano ai profumi della baia e dei pini. La spiaggia meravigliosa non è solo un posto per gl'amanti del sole ma durante le magiche notti estive le gigantesche tartarughe marine fanno ritorno nella loro spiaggia natale per deporre le uova prima di ritornare nel magnifico mondo sottomarino.

AMMIRA LA NATURA, RISPETTALA E PROTEGGILA!


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